La professione del mediatore familiare

La professione del mediatore familiare

La Riforma Cartabia ha regolamentato la professione del mediatore familiare

Chi è il mediatore familiare?

Il mediatore familiare è un professionista qualificato con una formazione specifica, esperto nella gestione dei conflitti familiari.

Quale figura terza, neutrale ed imparziale, si adopera per accompagnare i genitori nella fase della riorganizzazione degli assetti familiari a seguito della cessazione del rapporto di coppia al fine di ristabilire una comunicazione funzionale che  permetta loro di riappropriarsi della capacità di collaborare e di trovare accordi condivisi che abbiano come primo scopo il benessere dei figli.

Disciplina dell’attività del mediatore familiare

L’attività del mediatore familiare, la sua formazione, le regole deontologiche e le tariffe applicabili sono regolate con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze , nel rispetto della legge 4/2013 che disciplina le professioni esercitate prevalentemente con il lavoro intellettuale non organizzate in ordini o collegi, tra le quali la Mediazione familiare  e ne promuove l’autoregolamentazione.

Presso ogni Tribunale è istituito un elenco di mediatori familiari tenuto dal Presidente del tribunale. Possono chiedere l’iscrizione nell’elenco coloro che sono iscritti da almeno 5 anni a una delle Associazioni di mediazione familiare  inserite nell’elenco del Ministero delle imprese e del made in Italy.

Le parti hanno la possibilità di scegliere il mediatore familiare tra coloro che sono iscritti nell’elenco.

 

DECRETO MINISTERIALE ATTUATIVO N.151 DEL 27 OTTOBRE 2023
Regolamento sulla disciplina professionale del Mediatore familiare

Il decreto in attuazione del decreto legislativo 149/22 definisce in modo adeguato ed univoco i riferimenti della figura professionale del Mediatore familiare e stabilisce i requisiti per l’esercizio della professione di mediatore familiare e quelli  indispensabili per la sua formazione al fine di garantire un livello qualitativo omogeneo . Stabilisce altresi’ i requisiti per l’iscrizione nell’elenco dei mediatori presso il tribunale di appartenenza.

Formazione del mediatore familiare

Requisiti per accedere alla formazione sono: laurea almeno triennale in area umanistica, sociale, sanitaria o giuridica o esperienza almeno quinquennale in campo sociale educativo psicologico o sanitario nell’area dalla famiglia.

La formazione biennale di master di primo e secondo livello per un totale di 320 ore in materia di mediazione, psicologia, diritto,  minori, sociologia, economia  e deontologia e violenza domestica e di genere .

L’Associazione professionale di riferimento rilascia annualmente un attestato di  qualità e qualifica professionale: è obbligatorio un aggiornamento annuale.

Unicità della professione di mediatore familiare

Quella del Mediatore familiare è una vera e propria “professione” disciplinata da una legge dello Stato e deve essere distinta da altre figure professionali pur potendo, il Mediatore professionista, appartenere ad un’altra specifica categoria professionale.

Il Mediatore familiare non svolge il ruolo dell’avvocato e non fornisce una consulenza legale ma, se possibile, attiva una collaborazione costruttiva con i legali delle parti verso un fine comune.

Il Mediatore non svolge il ruolo dello psicoterapeuta ed eventualmente può invitare le parti, anche individualmente, a rivolgersi ad un professionista appartenente a questo settore se necessitano di un sostegno psicologico.

Il Mediatore aiuta le parti a separarsi non a ricongiungersi quindi non svolge il ruolo del consulente della coppia e della famiglia.

Non è un consulente tecnico non essendo un ausiliario del giudice ed essendo tenuto alla massima riservatezza e non svolge il ruolo del coordinatore genitoriale il cui intervento può essere utile quando la mediazione familiare non ha dato i risultati sperati.